Uno dei piaceri della mia vita, oltre a possedere un Roomba robot aspirapolvere a marchio iRobot, è la possibilità una o due volte a settimana di giocare a calcetto con i miei amici. Non dovete pensare che queste siano gare amichevoli, perché sebbene vi sia un forte sentimento amicale tra noi, quando la partita comincia non si guarda in faccia a nessuno.

Questo perché la pizza di fine partita non sarebbe la stessa se non fosse condita con l’orgoglio di aver portato in campo un’ottima prestazione.

Sinceramente non credo molto a chi dice che si gioca solo per divertirsi, perché sebbene questo sia uno degli scopi, la vittoria è quella spezia che rende la partita più saporita. Sapevamo tutti che la gara di ieri non sarebbe stata una come le altre, perché i nostri avversari ci avevano sconfitti l’anno precedente e non c’era stata possibilità di rivincita, quindi eravamo concentrati a mille e con il peso dei giocatori della finale di Champions ci apprestavamo a portare a casa la nostra vittoria.

Vorrei aprire una piccola parentesi sulla mia fidanzata, Giorgiana, che ha molta pazienza. Il nostro rapporto si basa sul dare ed avere, quindi lei tollera il calcetto ed io le “divertentissime” uscite per acquistare un vestito. Fischia l’arbitro e noi ci buttiamo subito all’attacco per annichilire gli avversari, quindi Aldo, attaccante e mio amico d’infanzia, riesce a segnare già al quinto minuto, un tiro sul sette praticamente imparabile.

I nostri avversari non demordono e con una serie di passaggi filtranti raggiungono prima la parità e poi il vantaggio. Rivivo la tragica partita dell’anno prima, il loro centravanti sembra essere in grande forma, ma la nostra difesa formata da Juri ed Elio, colleghi di lavoro, riescono a fare quadrato e limitare i danni, anche se la partita terminerà quattro a due per loro.

Quindi pizza, birra e tutti a casa, con la speranza di fare meglio la prossima volta.